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martedì, 29 aprile 2008

C'è una differenza tra una selva, una foresta e un bosco. Per forza, se no non ci sarebbero tre diverse parole.
Però non è facile capirla, standoci dentro. E nemmeno da lontano, da una collina molto in là.
Ci dev'essere una precisa distanza allora, intermedia ma forse non a metà strada, da cui si capisce come va chiamata esattamente.
I nomi delle cose sono questione di centimetri.


Postato da: sphera a 22:26 | link | commenti (13)

domenica, 27 aprile 2008

Timo, rucola, iris, ciliegio, basilico, nepitella, tulipano, rosmarino, menta, pervinca, rucola, peperoncino, prezzemolo, ortensia, rosa rosa, rosa rosa, fico, pervinca, pervinca, ortensia, rosa gialla, piracanta, geranietto tappezzante, falso gelsomino, iris, belladinotte, giglio di san giovanni, rosa rampicante bianca, peperone, nasturzio, bella di notte, oleandro bianco, salvia montana, ranuncolo, prezzemolo, gelsomino, nasturzio, rosa rampicante bianca, cosmea, basilico, salvia a foglia grande, origano, maggiorana, basilico rosso, pomodoro ciliegino, nasturzio, falso gelsomino, pervinca, acetosella, pomodoro ciliegino, rosa arancione, cosmea, anemone, malva, glicine, pervinca, nasturzio, mirtillo gigante, melo, pervinca, rucola, aglio, nasturzio, rosa bianca, prezzemolo, rosmarino, abete, pervinca, melograno, pervinca, belladinotte, biancospino, pomodoro ciliegino, peperoncino, ulivo, lavanda, peperone, zucchina, basilico, zucca, peperone, melanzana, aglio, cipolla, scalogno, cicoria, uva bianca, uva bianca moscatella, basilico limone, tulipano, lattughino, uva nera, lattughino, tulipano, margherita, alloro, menta piperita, noce, violetta, erba cipollina, nontiscordardime, cedrina, dragoncello, lantana, geranio odoroso, geranio odoroso, basilico rosso, basilico limone, peperoncino, finocchietto selvatico, zucca, basilico anice, geranio odoroso.

Gertrude Jekyll raccomandava: "piantare fitto."
Io pianto fitto, e sto pensando di comprare una trentina di metri d'orto, che qui manca lo spazio. Magari anche un paio di galline, un tacchino e un bidone grande con le anguille dentro.

Poi la vita, è folta.


Postato da: sphera a 19:18 | link | commenti (7)

mercoledì, 23 aprile 2008

Resta il fatto che se qualcuno non se la sente di commemorare una Festa Nazionale del suo Paese, che celebra la liberazione del suo Paese, nelle strade e nella piazza della sua città, in mezzo ai suoi compatrioti e cittadini, forse non dovrebbe fare il Sindaco.
Forse, se teme gli - eventuali, possibili, non certi fischi - dovrebbe far mente locale che di norma se il popolo fischia è perché si ritiene non del tutto soddisfatto da qualcosa, e in qualità di Primo Cittadino domandarsi, anche a puro titolo di curiosità, da cosa derivi questa scontentezza.

Forse, più ancora, dovrebbe far mente locale che le persone che sono morte per quella Liberazione non sono morte di fischi.


(la faccenda che non è per timore o fastidio di alcunché ma perché si ha un altro impegno ha, a mio parere, lo stesso identico valore del "non ho portato il compito perché me l'ha mangiato il gatto")


Postato da: sphera a 18:24 | link | commenti (9)

martedì, 22 aprile 2008

L'ho riscritto così bene il libro che il Sindaco dopo aver visto le bozze ha detto che il 25 aprile non ci sarà.

Anniversario? Di cosa? Ah, dice...? Beh, magari sarebbe stata anche una cosetta graziosa, sì... peccato che abbia già fissato di fare il ponte al mare... magari un altr'anno, eh? Tanto la rifate ancora questa festicciola, no? Poi quando troviamo un attimo magari mi racconta di cosa si tratta, che al momento, sa, son così tante queste inaugurazioni, feste, cocktail... c'è un evento ogni sera, ormai, è così difficile star dietro a tutto! Ma la ringrazio, ho davvero apprezzato l'invito a... aspetti, dove l'ho messo... no, questo è la sagra del geranio... aspetti, vedrà che poi salta fuori... cos'è che era, accidenti...


Postato da: sphera a 17:20 | link | commenti (2)

domenica, 20 aprile 2008

Avevo assoluta necessità di cercare un secondo lavoro, che ci ho il mutuo subprime. Ne ho trovato uno bellissimo: mi hanno preso per riscrivere i libri di storia.
In effetti c'è stata un po' di incertezza al momento della definizione delle mansioni, e non è stato del tutto precisato se ad essere riscritti debbano essere la storia o le storie. Ma mi hanno detto di non preoccuparmi, che si vedrà poi, e che tanto alla fine è un po' lo stesso.
Sono stati gentilissimi. Mi hanno detto che in considerazione del particolare apprezzamento che avevano riservato al mio curriculum mi offrivano l'opportunità di non squalificare le mie doti con un rapporto subordinato, riservandomi quindi la possibilità di diventare imprenditore di me stesso.
Questo mi ha reso molto fiero, naturalmente, e quando l'ho detto a mia madre è stata estremamente orgogliosa di me: ha sempre sognato di avere un figlio imprenditore. Non ho capito esattamente come funzioni l'iscrizione a Confindustria, ma immagino che poi la cosa si chiarirà: mi verrà mandato un invito o qualcosa del genere, presumo.
Intanto ho davvero un gran da fare, e in virtù di questo mi hanno concesso di fare tutti gli straordinari che voglio, ricordandomi che a chiunque dovesse mai capitare di fare domande sul mio stare seduto alla scrivania senza fiatare per nove ore filate dal lunedì al venerdì devo naturalmente far presente che non sono un dipendente ma un lavoratore autonomo, con nessun vincolo di subordinazione e assoluta libertà d'orario. Difatti quando mi capita di trovar traffico e arrivare un quarto d'ora dopo, per dire, posso benissimo fermarmi un po' di più alla sera senza che nessuno trovi assolutamente di che rimproverarmi.
Ma si diceva del lavoro.
Molte parti sono facili: interi paragrafi, pagine, capitoli sono semplicemente da cancellare, e si procede rapidamente.
Solo in quest'ultimo volume ho cancellato tutto il Risorgimento, l'Unità d'Italia, Mazzini, Garibaldi, e naturalmente la Resistenza e la lotta di Liberazione. Che del resto sono termini insensati giacché non si capisce contro cosa mai ci fosse da resistere e men che meno da cosa ci si dovesse liberare, stante che il popolo della libertà è già libero di suo, come difatti dice il nome.
Su segnalazione del Moige ho eliminato del tutto il nazismo, che del resto anche personalmente trovo un argomento davvero troppo morboso e cruento: sono ragazzini, dopotutto, e non c'è ragione di impressionarli con cose tanto disturbanti.
Il libro si è già ridotto quasi a un terzo - e ho appena iniziato - e per questo ho ricevuto il plauso del ministro della Salute, che da anni combatte per non gravare le spalle degli scolari con tanto peso, che provoca gravissime scoliosi, e per ridurre allo stretto indispensabile la lettura, attività sedentaria tra le principali cause di obesità, operando affinché l'uso dei libri venga il più possibile sostituito con attività di sano movimento quali lo shopping.
Ma certo il cancellare non è che un aspetto di questo lavoro: le parti da riscrivere sono decisamente più impegnative. Mi è stata data ovviamente una traccia, assicurandomi che si tratta solo di un brief, di un canovaccio, sul quale sono del tutto libero di lavorare a mio piacimento.
Tenendo fissi certi punti, è naturale. Non mi preoccupo, però, perché il manoscritto verrà poi letto, emendato, censurato e corretto da una apposita commissione, quindi se ho fatto qualche piccolo sbaglio ci penseranno poi loro a correggerlo e questo mi da gran serenità.
Gli appunti sui quali ho lavorato questa settimana riguardavano la storia dell'ultimo secolo, ed erano piuttosto stringati. In attesa di completare le procedure per l'istituzione dell'Impero, la monarchia è stata per il momento sostituita dalla repubblica quando i regnanti hanno deciso di ritirarsi a vita privata e dedicarsi alla pesca d'altura, affidando la transizione a un uomo di grande energia operativa, simpatico e sanguigno personaggio amante dello sport e delle belle donne che ha saputo comprendere come le paturnie di alcuni soggetti fossero da addebitarsi al clima insalubre e ad una vita poco sana, facendosi carico di inviarli a sue spese a soggiornare in soleggiate località marine, il cui clima sferzante li aiutasse a spazzare le loro melanconiche ubbie.
Il moderno e vigoroso statista ha provveduto altresì ad aprire il paese, ancora molto chiuso e provinciale, ai rapporti con l'estero, talché in pochissimo tempo una gran quantità di stranieri ha iniziato a percorrerlo in lungo e in largo, e in particolare tedeschi e americani hanno mostrato di apprezzare la bellezza dei nostri monti, valloni e boschi.
Tuttora, dopo anni, se ne trovano a frotte a Rimini, Firenze, Venezia e Gardaland, il che dimostra la lungimiranza di una promozione turistica ben fatta. A questo scopo mi è stato anche suggerito di inserire numerose grandi immagini di spiagge, località sciistiche e vie affollate di negozi. Mi è stato fatto giustamente notare che la differenza tra libri di storia e geografia è ormai superata, e di ispirarmi ai depliant Valtur, che sono molto accattivanti.
L'amico Putin stesso, pur essendo a suo tempo impegnato a combattere con le proprie mani il perfido Zar e il cattivissimo Stalin - che ancora adesso si nascondono assieme a Bin Laden per tramare nefandezze tra l'Afghanistan, la Cecenia e l'Iraq, sicché non si può riposare un attimo nel tentativo di stanarli e ridurli con le buone alla ragione - appena è riuscito a trovare un momento si è precipitato a congratularsi per la bella nazione che abbiamo e a godere della nostra ottima cucina e della leggiadria delle nostre donne.
Intanto ho giusto finito il capitolo su Pinocchio, che ho riscritto in forma più scorrevole e chiara, precisando alcuni passaggi di interpretazione un po' oscura e definendo una volta per tutte che il Campo dei Miracoli esiste, che le monete d'oro basta seppellirle perché si moltiplichino e consentano di comprare a rate auto e televisori LCD.
Ho finalmente garantito che il gatto e la volpe accattoni e clandestini sono stati espulsi e il loro accampamento sgombrato e dato alle fiamme, che l'Omino di Burro ha assunto le alte cariche che per natura gli spettano mentre Mangiafuoco è stato spazzato all'opposizione (ma qui devo ancora rivedere il paragrafo, stavo pensando di farlo finire addirittura extraparlamentare, che mi par anche meglio).
La Fatina Azzurra ho capito subito che era un personaggio particolarmente apprezzato, quindi mi sono limitato ad accorciarle un po' la gonna e a suggerirle di ancheggiare di più e accennare un balletto ogni tanto. Ripensandoci, ne ho poi aggiunta un'altra, così ci sono la Fatina bionda e la Fatina mora che stanno meglio da vedere, e poi si usa dappertutto far così.
A Lucignolo, essendo solo un ragazzetto, è stata data la possibilità di redimersi con un onesto lavoro nell'edilizia affidandolo ad un simpaticissimo caporale che lo porta personalmente in cantiere col furgone alle cinque del mattino, e che gli ha già detto che se fa il bravo magari tra tre o quattro anni gli da in premio un contratto da apprendista, forse, e quindi di stare attento a non cadere dal ponteggio per non perdere questa straordinaria opportunità. Intanto sotto a lavorare, che con tutti i ponti e le expo, per non parlare dei condoni che verranno fuori, l'edilizia è in gran, gran fermento.
Domani inizio a lavorare sulla scoperta dell'America e le crociate, gli egizi e le torri gemelle, Barbablù e Hansel e Gretel.
Ma quello che non vedo l'ora di fare è il capitolo sugli eroi, e per prepararmi mi hanno dato da riguardarmi l'Iliade, l'Odissea, il ciclo della Tavola Rotonda e la biografia di Provenzano, così nel week end avrò un bel da fare.
Ma sono molto contento, perché fin da bambino mi hanno appassionato un sacco le storie di cavalieri e sacri graal, di duelli, di spade, di destrieri e armature e vasche di acido.
Adesso però devo andare, perché oltre che imprenditore di me stesso sono anche autista di me stesso, e a quest'ora la tangenziale è un gran casino.
Siccome sono anche maggiordomo di me stesso e baby sitter di me stesso e cuoco di me stesso devo anche passare a prendere i bambini all'asilo, prima di far la spesa e il bucato e metter su la cena.
È davvero una fortuna che col progresso queste incombenze così delicate non si sia più obbligati a delegarle ad altri. Devo ricordarmi di scriverlo nel libro, che nei tempi andati, poverini, uno faceva che so, il vetturino, la lavandaia, il falegname. E se la lavandaia doveva andar da qualche parte le toccava affidarsi al vetturino, e il falegname per il bucato doveva andare dalla lavandaia.
Ora che siamo ricchi e felici io sono anche il falegname di me stesso, e ho giusto in macchina la cucina nuova, tutta da montare. Mal che vada se non capisco le istruzioni chiedo poi, in Confindustria.


Postato da: sphera a 19:00 | link | commenti (3)

mercoledì, 16 aprile 2008

C'è una volta quando senti odor di foglie, ed è iniziato l'autunno. Poi c'è una volta quando senti odor di erba, e comincia la primavera. E anche se faceva freddo, era stasera.
Era stasera, quando sono scesa a comprare le sigarette alla Rosa Blu, la pizzeria sulla statale dove si va quando sono finite ed è già un po' tardi.
Svoltando sullo stradone nel soffio dei camion, ed entrando in una disperata luce gialla dove la prima cosa che vedi è la gamba gonfia di qualcuno con un calzetto bianco ben tirato e un mocassino, che sporge dal primo tavolo a destra, quasi sulla porta.
E dove ti vende le sigarette un signore tarchiato e desolato in canottiera e parannanza tutto l'anno, bianche ma non davvero bianche, mai. Perché il forno a legna è proprio lì dietro al banco, e lui è sempre sudato e attonito, estate e inverno, e si muove lento come una medusa. Sotto le sopracciglia unite da un triangolo di baffo umido gli occhi non ti guardano mai, mai a fuoco, mai davvero bene.
Ondeggia adagissimo e tu gli racconti il resto che ti deve, con fare discorsivo, e finché non glielo dici che gli hai dato dieci sicché fanno cinqueeuroettoanta, resta lì vago sul cassetto della cassa aperto, le dita incerte, il pelo delle spalle imperlato di sudore.
E la sua moglie testardamente sorridente e disperatamente tinta in biondo prende in mano la situazione, e le monete. E ti dice ciao bella con tanto affetto che pensi ti salverebbe la vita a prezzo della sua, nel caso, mentre già un po' distratta porta un trancio discutibile a un tavolo di pensionati astiosi, che non la ringraziano, e non rispondono al tuo buonasera. Slitta nella luce gialla, non hanno acceso tutte le luci stasera, solo quelle della sala piccola, e la rosa blu ticchetta e sfrigola civetta, fuori, addosso al respiro dei camion che sventolano lembi di carta e padane utilitarie.
Che odore di erba c'è, mammamia.


Postato da: sphera a 21:38 | link | commenti (2)

Per fortuna, poi, che i nonni sono morti. Che a loro pareva tanto brutta la Democrazia Cristiana.


Postato da: sphera a 21:23 | link | commenti (4)

venerdì, 11 aprile 2008

Intanto, la cavalletta.
cavallettatrasp
Locuste al momento non ve ne posso mostrare. Probabilmente sono tutte rimpiattate con le antenne ben avvolte attorno ad aspettare che spiova.
Però c'è questa cavalletta, intanto. Che non è una cavalletta, ma il suo simulacro: il suo fantasma, magari. È quello che è una cavalletta in mancanza della cavalletta.
È anche l'esatto opposto dell'oca wireframe di qualche tempo fa: quella solo nervatura e struttura, questa solo involucro. E pensa, mi piacciono moltissimo tutte e due: l'oca senza oca intorno, la cavalletta senza cavalletta dentro.
Probabilmente è quello che sta tra le due, che è il difficile.


Postato da: sphera a 17:26 | link | commenti (1)

mercoledì, 09 aprile 2008

Mi raccomando state attenti, domenica, molto.
Quando esultiamo compiacenti per le prime elezioni democratiche di questo o quel posto, commossi in condiscendente tenerezza per le dita alzate contrassegnate dall'inchiostro, per le file ai seggi sconnessi e precari molto mal riscaldati e ombreggiati, sorvoliamo con commossa indifferenza sulla qualità grafica delle schede elettorali.
Popoli smunti, etnicamente puliti e ripuliti fin quasi a non esistere, pastori silenziosi acciaccati dalle mine, donne di cui solo un paio di maggiorenni hanno visto il viso, vecchi analfabeti e nonne che dovrebbero sapere quante volte hanno cambiato nazionalità e confini e invece non lo sanno, ignari discendenti di stirpi millenarie dagli zigomi alti e camminata altera che non hanno mai letto un libro, vanno a votare.
E noi li guardiamo compunti e soddisfatti, che bella la civiltà, la democrazia rappresentativa.
Poi però ci viene un soprassalto d'ansia, a noi tutti almeno diplomati.
Ci assale lo stesso sgomento, lo stesso desolato palpitare della prima elementare, il foglio, i quadretti da riempire. E se poi sbaglio?
Un'asta in ogni quadretto. Un quadretto, un pallino, poi ne salti uno.
Ne conti due, senza sbagliare, attento, attento. E con la matita stretta che quasi fa male - gli spigoli, perché non tutte matite tonde? - fusa alla mano un po' sudata, faticosamente, la lingua tra i denti, metti tutto te stesso a star dentro nei contorni.
Un'asta, un pallino.
Una crocetta.
Dentro nel quadretto, non sbagliarti.
Usi come comode pantofole memorie a stato solido, navighi investendo soldi e rimorchiando dissoluti avatar su reti supportate da satelliti, cullandoti dentro antenne paraboliche e portandoti nella borsa ogni giorno, in tram, più sapienza tecnologica di quanto chi ha inventato un'urna elettorale avrebbe mai potuto - nemmeno da ubriaco - concepire.
Però mi raccomando, stai attento. Hai un quadretto di solo tre centimetri, dove far stare una crocetta.
Un quadretto, una crocetta, hai capito? Guarda la lavagna, stai attento.
Il disegnino quello bello che ti piace, una crocetta, lì. Attento, tieni bene la matita, non uscire dai contorni.
È difficile, sì. Ma ci siamo passati tutti, poi si impara, vedrai.
Poi arriva la mamma e ti porta a casa.


Postato da: sphera a 20:17 | link | commenti (3)

martedì, 08 aprile 2008

Però il sotterraneo potrebbe essere anche progettato, oltre che per seppellirci la moglie, per custodire i fucili.
Perché qualche milione di fucili occupa in effetti un bello spazio, e le massaie del guerresco popolo padano, così amanti dell’ordine e della pulizia da tagliare i ciliegi perché i loro leggiadri, delicati petali “fanno giù sporco”, presumibilmente non vogliono doppiette accatastate a rigare i comò o spingarde ammonticchiate sulle ottomane.
Si era anche parlato di cannoni, se non erro, e quelli certo non li puoi infilare nel sottolavello.
Il vicino, della cui padana fierezza si sono già avute orgogliose rivendicazioni, sta scavando una polveriera, una casamatta sotterranea. E una notte o l’altra delle prossime vedrò furtivi pedemontani in assetto di guerra stiparci dentro milioni di fucili, e carabine e colubrine, e mortai e schioppi, e casse di pallettoni e barili di polvere da sparo.
Dovrò stare attenta, prossimamente, a spegnere le sigarette nel cortile.


Postato da: sphera a 12:54 | link | commenti (2)